Gli errori da non commettere quando si decide di vendere casa:

la tua casa

Quando si decide di vendere la propria casa è possibile commettere alcuni errori che rischiano di mettere a repentaglio il successo dell’operazione. Vediamo quali sono i più comuni, secondo Consumer Eroski.

Dare un prezzo sbagliato

Di norma chi vende tende a dare alla propria abitazione un prezzo al di sopra del valore di mercato. Questo, però, causa una diminuzione dei possibili interessati alla compravendita. Per evitare ciò, è bene consultare un esperto immobiliare che conosca i prezzi della zona e che sia in grado di analizzare il caso specifico.

Nascondere alcune informazioni sull’immobile

E’ importante che tutte le informazioni siano chiare e che l’annuncio abbia tante immagini, oltre magari a qualche video e alla documentazione necessaria. Quando si reca a visitare l’immobile, il cliente non deve rimanere negativamente sorpreso. Ogni informazione deve corr

ispondere al vero.

Evitare di vendere senza aver ristrutturato prima

E’ più facile vendere un appartamento ristrutturato, anziché uno da ristrutturare. E’ bene mostrare al potenziale acquirente la casa nelle migliori condizioni possibili e, se necessario, sistemare quel che deve essere sistemato. Può essere molto utile anche contattare chi offre servizi di home staging.

Pubblicizzare l’immobile in diversi modi

Non è sufficiente il passaparola o il cartello “vendesi”. Serve di più. Per pubblicizzare un immobile in vendita bisogna utilizzare il web e i social network. L’obiettivo è raggiungere il maggior numero possibile di persone interessate.

Valorizzare gli aspetti positivi della casa

Tutte le case hanno dei punti forti, bisogna solo valorizzarli. Più si mettono in luce gli aspetti positivi di un immobile e più è possibile venderlo con successo.

Mostrarlo con il giusto arredamento

In questo caso a venire in aiuto sono coloro che offrono i servizi di home staging, capaci di mostrare al meglio un immobile e di renderlo più accattivante.

FONTE IDEALISTA

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Tasi, acconto 2015 giugno: 10 cose che devi sapere per non sbagliare

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Il 16 giugno scade il termine per il pagamento dell’imposta sui servizi indivisibili che deve essere pagata dai proprietari di prime e seconde case e, in percentuale ridotta, anche dagli affittuari. Ti presentiamo 10 punti importanti per non sbagliare nel versamento dell’acconto di giugno della Tasi.

  1. Tasi 2015 chi la paga –  la Tasi deve essere versata da chiunque sia dentetore di un immobile adibito ad abitazione principale; sugli altri immobili deve essere versata insieme all’Imu, a meno che il Comune non abbia deciso che la seconda escluda la prima. La Tasi deve essere pagata anche dall’affittuario di un immobile locato, per un valore che va dal 10 al 30%, secondo le decisioni dei sindaci.
  2. Tasi, aliquota minima e massima – Lo Stato ha fissato delle linee guida per il pagamento dell’imposta. Per l’abitazione principale l’aliquota minima è dello 0,1% quella massima invece può arrivare allo 0,25%. È facoltà dei Comuni alzarla fino a un massimo di 0,33%. Per quanto riguarda gli altri immobili, invece, la somma delle aliquote di Tasi e Imu non può superare l’1,06%. Anche in questo caso i Comuni possono applicare uno 0,08%, portando la somma all’1,14%.
  3. Tasi acconto e saldo – L’acconto scade il 16 giugno, mentre il saldo deve essere versato il 16 dicembre. Le due rate devono essere uguali: se si è acquistato l’immobile durante l’anno, ad esempio a marzo, per determinare l’acconto bisognerà calcolare il tributo per il periodo che va da marzo a dicembre e dividere l’importo per due. È possibile il pagamento in un’unica soluzione, applicando le aliquote e le detrazioni relative al 2014, l’eventuale conguaglio dovrà essere fatto a dicembre.
  4. Tasi quanto si paga  La base per il calcolo della Tasi è la stessa dell’Imu: si parte dalla rendita catastale, rivalutata del 5%, e moltiplicata per il coefficiente proprio di ciascuna tipologia di immobile. A questa si applicano poi le aliquote decise dai Comuni
  5. Tasi come e dove pagare Il pagamento dell’imposta può avvenire tramite F24, seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. I codici da utilizzare sono il 3959 per l’abitazione principale e il 3961 per gli altri immobili. Per importi superiori ai 1.000 euro è obbligatorio il pagamento telematico. In alternativa al modello F24 è possibile utilizzare il bollettino postale, il numero di conto corrente 1017381649 è unico per tutti i Comuni italiani.
  6. I proprietari sono coobbligati al pagamento della Tasi – il Comune può richiedere a un solo proprietario il pagamento delle quote spettanti anche agli altri.
  7. Tasi, importo minimo –  I contribuenti non sono tenuti al pagamento della Tasi se l’importo è uguale o inferiore a 12 euro. Il proprietario deve far riferimento all’importo dell’intero anno, mentre l’inquilino alla quota a lui spettante.
  8. Tasi coniuge assegnatario – In caso di separazione, la Tasi è dovuta dal coniuge assegnatario della casa coniugale.
  9. Tasi pertinenze prima casa Sono considerate pertinenze dell’abitazione principale gli immobili accatastati C2, C6 e C7 nel limite di un solo immobile per classe catastale.
  10. Dichiarazione Tasi – La dichiarazione Tasi deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo in cui sono avvenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione del tributo. Ciò a meno che non sia stata già presentata la dichiarazione Imu, questa infatti ha valore anche ai fini Tasi.

fonte notizia sito IDEALISTA

In Vendita l’intera Città dove è stata girata la serie tv “THE WALKING DEAD”

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la cittadina fantasma dove è stato girato “the walking dead” in vendita su ebay per 680mila dollari

alla maggior parte delle persone il nome grantville non dirà nulla. ma se diciamo ai fan della serie “the walking dead” che questa piccola località degli stati uniti è stata utilizzata per ricreare la città natale di rick grimes – il protagonista – nel capitolo “clear” della terza stagione, sicuramente le cose cambiano. quel che è certo è che questo villaggio semi-abbandonato, luogo abituale di riprese televisive e cinematografiche, è in vendita su ebay per 680mila dollari (circa 618mila euro)

chi pagherà una tale cifra diventerà proprietario del 90% di questo tipico borgo rurale americano, situato nel cuore della georgia, dove si trovano 11 edifici con quasi 4mila m2 di spazio dedicato ad aree commerciali, abitazioni, ristoranti, una farmacia e uffici

nei prossimi mesi a grantville verranno girate tre nuove pellicole, tra cui il sequel di “the ring”. dopo essere apparsa in “the walking dead”, la cittadina ha acquisito importanza ed è diventata meta turistica, con i tanti curiosi che vogliono andare alla scoperta dei luoghi in cui sono state girate le serie del cuore. a tale scopo, ogni sera viene realizzato un tour al costo di 20 dollari a persona.

FONTE IDEALISTAwalking_6  walking_3 walking_4 walking_5

Affitto con Riscatto “rent to buy” , ecco il contratto tipo e il decalogo del notariato in pdf

Dopo l’entrata in vigore derent_to_buy-650x400l decreto sblocca italia e in attesa dei chiarimenti fiscali delle entrate, il consiglio nazionale del notariato ha pubblicato un utile decalogo per chiarire tutti i dubbi dei cittadini sul rent to buy. dai vantaggi e svantaggi per acquirente e venditore fino alle tutele previste dalla legge. oltre al vademecum, è disponibile uno dei possibili schemi contrattuali

1. cos’è il contratto di rent to buy?
è un nuovo tipo di contratto in cui si fondono un contratto di locazione e un preliminare di vendita di un immobile. significa che il proprietario consegna fin da subito l’immobile al conduttore-futuro acquirente, il quale paga il canone; dopo un certo periodo di tempo il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni pagati

esempio: si consideri la vendita di un appartamento per il prezzo di 100.000 euro. il canone mensile è convenuto in 1.000 euro mensili. una parte di questo prezzo, ad esempio 500 euro, viene dato per il godimento del bene, come se fosse un normale affitto. e questa parte si “perde”, proprio come in una normale locazione. il residuo, cioè i 500 euro mancanti, si imputano al prezzo (cioè sono come un acconto sul prezzo di vendita), per cui hanno come effetto quello di ridurre il prezzo finale di vendita. se dopo 5 anni il conduttore deciderà di acquistare il bene non dovrà pagare 100.000 euro, ma 70.000 euro, perché 30.000 sono già stati pagati con parte dei canoni

2. il conduttore è obbligato a comprare la casa dopo il periodo di “affitto”? entro quale termine potrà decidere di acquistarla?
no, la legge prevede che il conduttore abbia la facoltà ad acquistare il bene, ma non un obbligo.
ovviamente le parti possono concordare che il conduttore sia obbligato ad acquistare, ma allora il contratto è diverso dal rent to buy.
il termine entro il quale il conduttore potrà decidere di acquistare la casa è stabilito dalle parti, entro i dieci anni

3. quali sono i vantaggi e i rischi per chi vende?
il vantaggio principale è la possibilità di trovare un numero più elevato di potenziali acquirenti.
il rischio è che il conduttore decida di non comprare la casa. in tal caso, però, il proprietario può trattenere tutto o parte di quanto è stato pagato (e sarà una somma maggiore rispetto ad un normale canone di locazione). l’altro rischio è quello di trovarsi l’immobile occupato dal conduttore divenuto inadempiente e di dover fare ricorso al giudice per liberare il bene e venderlo ad altri

4. il proprietario, in caso di mancato acquisto o di mancato pagamento dei canoni dovrà intraprendere un procedimento di sfratto, con tutto quello che comporta in termini di tempo e di costi?

la procedura non è quella di sfratto, ma di rilascio del bene: molto più breve e meno costosa; ma il tempo di rilascio del bene dipende dai singoli tribunali.
per poter seguire questa procedura sarà necessario prevedere apposite clausole nell’atto di rent to buy: il notaio saprà dare adeguati consigli

5. ci sono altre tutele che il venditore deve adottare?

e’ opportuno che il canone sia più elevato rispetto ad un normale canone di locazione e che la parte dei canoni che il proprietario potrà trattenere nel caso in cui non si arrivi alla vendita siano concordati in modo che il proprietario venga adeguatamente indennizzato per la mancata conclusione di altri affari. ciò indica anche la serietà dell’impegno del conduttore all’acquisto del bene

6. il conduttore è tutelato?

si. la legge prevede la trascrizione nei registri immobiliari del contratto di rent to buy, che consentirà al conduttore di acquistare il bene libero da ipoteche, pignoramenti, o altre pregiudizievoli, che emergano dopo la trascrizione del rent to buy. la trascrizione ha una durata massima di 10 anni. questa tutela permane anche in caso di fallimento del venditore

7. cosa può essere oggetto del rent to buy? anche gli immobili in costruzione?

il rent to buy può avere ad oggetto qualsiasi immobile: appartamenti, autorimesse, cantine, negozi, uffici, capannoni e negozi. persino terreni. può avere ad oggetto un immobile in costruzione. tuttavia se il bene è allo stato grezzo, sarà necessario cancellare l’ipoteca che grava sul bene; è però possibile prevedere l’accollo del mutuo. per le imprese di costruzione il rent to buy potrebbe rappresentare un valido strumento per pagare le rate del mutuo originariamente contratto per la costruzione

8. per il rent to buy relativo ad un immobile in costruzione, se l’impresa fallisce il conduttore perde il proprio denaro?

no: il contratto di rent to buy continua anche in caso di fallimento del proprietario. inoltre, la vendita non è soggetta a revocatoria fallimentare, se pattuita al giusto prezzo e si tratta di abitazione principale del conduttore o dei suoi parenti o affini più stretti

9. il conduttore/acquirente può riservarsi la nomina di un terzo in sede di rogito?  

si, la legge è elastica sul punto e prevede la facoltà di riservarsi la nomina di un terzo come in tutti i contratti preliminari.e’ anche possibile prevedere la cessione del contratto

10. quali imposte si pagano? il rent to buy è conveniente?

bisogna distinguere se chi concede il godimento in vista della futura vendita è un privato o un’impresa, e bisogna distinguere anche tra imposte dirette (a carico del proprietario/venditore) ed indirette (a carico del conduttore/acquirente). si deve, inoltre, tenere conto che non c’è ancora una disciplina specifica sul piano tributario

in ogni caso, per valutare i vantaggi (o gli svantaggi) fiscali è necessario valutare la specifica posizione fiscale del venditore, facendo un’analisi economica e fiscale del singolo caso concreto

anche per questo motivo il cliente ha bisogno fin dall’inizio della collaborazione di un professionista. naturalmente i notai italiani sono competenti a valutare l’operazione nel complesso ed a consigliare il cliente. la consulenza notarile consente di affrontare con completezza, serietà e professionalità, ogni singola questione fin dal momento iniziale così da evitare danni futuri

va precisato che nel periodo del godimento (paragonabile alla locazione), le imposte legate al possesso dell’immobile sono a carico del proprietario, come in qualsiasi contratto di affitto

le spese di trascrizione del contratto nei registri immobiliari sono, invece, a carico dell’acquirente, come le spese ed imposte dovute per l’atto di compravendita dell’immobile.

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FONTE IDEALISTA

Riforma catasto, in arrivo aumenti fino al 25%

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I tempi sono ancora lunghi, ma la riforma del catasto è partita. È iniziata infatti l’operazione di rivalutazione del patrimonio immobiliare del paese, che cancellerà i vecchi parametri, adeguando i valori alla realtà del mercato.

LE STIME FISCALI – Le prime stime parlano di una “variazione fiscale media di circa il 25% (in più o in meno) quando la riforma sarà pienamente operativa”, secondo quanto diffuso dal ministero dell’Economia. Una brutta botta per molte famiglie italiane. Ma chi sarà a farne le spese? Sicuramente le abitazioni dei centri storici delle grandi metropoli. Sono, infatti, in arrivo rincari a Roma, Milano, Napoli e Torino.

LE DUE NOVITA’ – C’è attesa per sapere come sarà il nuovo meccanismo dell’algoritmo che porterà a definire le nuove rendite e i nuovi valori catastali. Le novità principali sono due:
l’unità di misura ai fini fiscali di case e uffici sarà la superficie espressa in metri quadrati, si dirà dunque addio ai vani catastali
la base di calcolo per il valore catastale saranno gli affitti reali e i prezzi reali adeguati con un algoritmo che adatterà i valori rilevati sul territorio alle caratteristiche specifiche di ciascun singolo immobile

fonte notizia soldiweb

IL VALORE CATASTALE – L’algoritmo definirà il valore unitario del metro quadro di ciascuna abitazione e a questo si applicheranno dei coefficienti che terranno conto di diversi fattori: ubicazione, epoca di costruzione, grado di finitura.

Cerchi casa in affitto? : Ecco tutte le agevolazioni fiscali

chi vive in un immobile in affitto Smiling couple sitting on the floorpuò usufruire di agevolazioni fiscali, sotto forma di detrazioni sulle spese sostenute per il canone di locazione. le diverse detrazioni devono esere riferite solo al periodo dell’anno in cui ricorrono le condizioni richieste e non sono cumulabili. ecco tutte le agevolazioni previste

detrazioni inqulini a basso reddito
secondo quanto previsto dalle legge n 431 del 9 dicembre 1998 è prevista una detrazioni per i contratti di locazione di unità destinate ad abitazione principale, a seconda del reddito dell’inquilino. nello specifico si tratta
– 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493, 71 euro
– 150 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493, 71, ma non a 30.987, 41 euro

con redditi superiori non spetta nessuna locazione. va ricordato inoltre che nella determinazione del reddito complessivo va compreso anche quello dei fabbricati locati assogettato a cedolare secca

detrazioni per i giovani che vivono in affitto
i giovani tra i 20 e i 30 anni che stipulano un contratto di locazione hanno diritto a una detrazione pari a 991,60 euro

il beneficio spetta per i primi tre anni, ma devono essere rispettati i seguenti requisiti

– l’abitazione locata deve essere diversa dall’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati

– il reddito complessivo non deve superare i 15.493, 71 euro. nella determinazione del reddito complessivo anche in questo caso va compreso il reddito dei fabbricati locati assoggettato a cedolare secca

il requisito dell’età è soddisfatto anche se non ricorre per l’intero anno d’imposta in cui si intende fruire della detrazione

detrazione contratto a canone concordato
ai contribuenti intestatari di contratti di locazione a canone convenzionato o concordato spetta una detrazione di

– 495, 80 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493, 71 euro
– 247, 90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15, 493, 71 euro ma non a 30,987, 41 euro

se il reddito complessivo è superiore a quest’ultimo importo, non spetta alcuna detrazione. nella determinazione del reddito va considerato anche il reddito dei fabbricati locati con cedolare secca

la detrazione non spetta per i contratti di locazione tra enti pubblici e contraenti privati

detrazioni contratti di locazione per studenti universitari
detrazioni anche gli studenti iscritti ad un corso di laurea in un’università ubicata in un comune diverso da quello di residenza. la detrazione spetta nella misura del 19% per un importo non superiore a 2,633 euro

per usufruire della detrazione devono essere rispesttati i seguenti requisiti

-gli immobili devono essere ubicati nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi, distanti almeno 100 km da quello di residenza e, in ogni caso, in una diversa provincia

– i contratti di locazione devono essere stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n 431

– la detrazione si applica anche ai canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legamente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative

– la detrazione spetta anche se le spese sono state sostenute per i familiari fiscalmenete a carico

– la detrazione non è ammessa per i contratti di sublocazione

a partire dal 2012, la detrazione spetta anche per i canoni di locazione derivanti da contratti stipulati dagli studenti fuori sede iscritti a corsi di laurea presso università estere, con sede presso uno stato dell’unione europea o in uno dei paesi aderanti all’accordo sullo spazio economico europeo

detrazione trasferimento per motivi di lavoro
il lavoratore dipendente che ha trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo e ha stipulato un contratto di locazione può usufruire di una detrazione di

– 991,60 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493, 71 euro

– 495, 80 euro se il reddito complessivo supera i 15.493, 71 euro, ma non i 30.987, 41 euro

requisiti

– il nuovo comune deve trovarsi ad almeno 100 kilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione

– la residenza nel nuovo comune deve essere stata trasferita da non più di tre anni dalla richiesta della detrazione

la detrazione può essere fruita nei primi tre anni in cui è stata trasferita la residenza. l’agevolazione non spetta per i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, come ad esempio le borse di studio

nella determinazione del reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati locati con cedolare secca

CASA: Ecco le detrazioni per il 2015

DETRAZIONE PROROGATA – Il disegn1357916203o di legge di stabilità per il 2015, approvato mercoledì 15 ottobre dal governo, prevede la proroga a tutto il prossimo anno della detrazione Irpef del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, sui mobili e sui grandi elettrodomestici e di quella Irpef e Ires del 65% sui lavori per il risparmio energetico qualificato. Non è stata modificata, invece, la detrazione Irpef e Ires del 65% sugli interventi antisismici “qualificati”, che quindi sarà ridotta al 50% per i pagamenti del 2015. Infine, per i lavori verdi sulle parti comuni condominiali, il bonus del 65% è stato prorogato dal 30 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, eliminandolo definitivamente dal 2016. A seguito di queste proroghe, non è necessario modificare i riferimenti normativi da indicare nei bonifici, quindi, per il risparmio energetico qualificato (compresi gli interventi verdi nei condomini) la norma agevolativa è sempre l’articolo 1, commi da 344 a 347 della legge 296/2006, mentre per le ristrutturazioni edilizie, le misure antisismiche “qualificate” e l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici va indicato l’articolo 16-bis del Tuir. Lo riferisce Il Sole 24 Ore. Di seguito, i dettagli.

RISPARMIO ENERGETICO – Il disegno di legge ha prorogato fino alla fine del 2015 l’aumento dal 55% al 65% della detrazione Irpef e Ires sugli interventi per il risparmio energetico qualificato degli edifici, in vigore dal 6 giugno 2013. In precedenza era previsto che le spese sostenute nel 2015 fossero agevolate al 50%. Dal 2016 questa agevolazione per i lavori verdi “qualificati”, prevista dalla legge 296/06, non sarà più utilizzabile ma si potrà applicare solo l’articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del Tuir per il risparmio energetico generico (basta il bonifico parlante e non va inviata la scheda tecnica all’Enea, entro 90 giorni dalla fine del lavori), il quale incentiva tutti gli interventi “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici”, senza dover rispettare i rigidi requisiti previsti dal decreto dello Sviluppo economico 11 marzo 2008 e dalla legge 296/06.

L’EFFICIENZA DEI CONDOMINI – Per gli interventi sul risparmio energetico “relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile” o che interessano “tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio”, la detrazione del 65%, in vigore dal 6 giugno 2013 è stata prorogata dal ddl di stabilità 2015 fino al 31 dicembre 2015. In precedenza, era previsto che le spese sostenute fino al 30 giugno 2015 fossero agevolate al 65% e che quelle sostenute dal primo luglio 2015 e fino al 30 giugno 2016 beneficiassero del bonus del 50%. La riduzione del periodo agevolato di sei mesi (prima metà del 2016), quindi, è stata bilanciata con l’aumento della percentuale del bonus dal 50% al 65% per il secondo semestre del 2015. Per gli interventi sul risparmio energetico, l’aumento delle percentuali di detrazione dal 55% al 65% (dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015) non incidono sull’importo massimo dello sconto Irpef e Ires spettante, dal momento che la variazione influenza la spesa massima agevolabile. La norma istitutiva della detrazione del 55%, infatti, prevede solo dei limiti di “detrazione” e non dei livelli massimi di spesa agevolabile. L’aumento della percentuale comporta quindi una diminuzione della spesa massima agevolabile per lo stesso intervento.