Casa stampata in 3D è tutto vero!!

A Massa Lombarda, in provincia di Ravenna, tra i capannoni della zona industriale è spuntato un parco: è il Wasp Technology Park, ribattezzato “Shamballa”. Nel viaggio al suo interno – viaggio a Shamballa, appunto, dal titolo del libro di Anne Givaudan e Daniel Meurois sulla presa di coscienza di un’altra dimensione dell’essere – è possibile ammirare Gaia, la prima casa “naturale” al mondo stampata interamente in 3D.

CASA3D

Una stampante in 3d per costruire case

Gaia è stata costruita in poche settimane dal team dell’azienda romagnola Wasp grazie a Crane Wasp. Crane – the infinity 3d printer – è un sistema di stampa tridimensionale per scala architettonica realizzato in due anni di ricerca dall’azienda fondata da Massimo Moretti che ha come logo (e simbolo guida) la vespa vasaia.

La costruzione di una casa in 3d al 100% naturale è stata possibile grazie alla collaborazione con RiceHouse, startup italiana che opera nel campo della bioedilizia attraverso l’uso degli scarti provenienti dalla produzione del riso. Per la realizzazione di Gaia, RiceHouse ha fornito le fibre vegetali attraverso le quali Wasp ha sviluppato una mescola composta per il 25% da terreno prelevato in sito (30% argilla, 40% limo e 30% sabbia), per il 40% da paglia di riso trinciata, per il 25% da lolla di riso e il 10% da calce idraulica. La mescola è stata impastata attraverso l’uso della molazza, in grado di rendere il composto omogeneo e lavorabile.

Gaia ha inoltre un rivestimento e un sistema di isolamento che rispecchiano i principi della bioedilizia e che la rendono quasi completamente autosufficiente a livello di riscaldamento.

fonte articolo sito IDEALISTA IT

fonte foto ILRESTODELCARLINO

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Ecobonus 2018, le aliquote al 50 e 65%

La Legge di Bilancio 2018 ha ridisegnato gli incentivi dell’ecobonus per agevolare maggiormente i lavori che migliorano la prestazione globale degli edifici. Nel 2018 ci sarà infatti la possibilità di detrarre gli interventi di efficienza energetica con aliquote diverse a seconda dell’intervento. A prescindere dalla percentuale detraibile l’ecobonus si applica come detrazione dall’IRPEF o dall’IRES ed è ripartita in dieci quote annuali uguali, a partire dall’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Ecobonus 65%: quando si può sulla singola unità immobiliare?

Fino al 31 dicembre 2018 si potrà usare la detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici per:
– interventi che migliorano almeno del 20% il fabbisogno annuo di energia primaria rispetto ai requisiti del DM 11 marzo 2008
– interventi di coibentazioni di strutture opache verticali e orizzontali che rispettano i requisiti del DM 11 marzo 2008
– installazione di pannelli solari per produrre acqua calda
– sostituzione degli scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e installazione contestuale di sistemi di termoregolazione evoluti
– acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro (l’intervento deve portare a un risparmio energetico almeno del al 20%)
– acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.

Ecobonus 50% su singola unità: quando?

Dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, nelle singole unità immobiliari, la detrazione è ridotta al 50% per:
– acquisto e posa in opera di finestre con infissi;
– acquisto e posa in opera di schermature solari;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti con caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) N. 811/2013;
– acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro.

Ecobonus condomini: agevolazione maggiorata fino al 2021

L’Ecobonus sui condomìni resta fino al 2021 e i lavori sulle parti comuni o che interessino tutte le unità potranno:
– usufruire della detrazione del 70% se le operazioni interessano più del 25% della superficie disperdente dell’edificio
– usufruire di una detrazione del 75% se si migliora la prestazione energetica invernale ed estiva almeno pari alla qualità media di cui al DM 26 giugno 2015.

Un incentivo maggiore (80% se determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore e 85% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori) avranno gli interventi sulle parti comuni dei condomini nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica. La detrazione sarà ripartita in 10 quote annuali uguali e verrà calcolata su una spesa massima di 136 mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari del condominio.

Ecobonus sulle case popolari

Novità anche per le case popolari che da quest’anno possono beneficiare di tutte le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica e non più solo di quelle sulle parti comuni con detrazione del 70% e del 75%).

Ecobonus: cessione del credito estesa alle singole unità

La possibilità di cessione del credito viene estesa anche agli interventi di riqualificazione energetica sulle singole unità immobiliari, non solo alle parti comuni dei condomini. Nel 2018 i contribuenti incapienti (cioè con meno di 8.000 euro di reddito nel 2017) possono cedere per lavori sul singolo appartamento il loro credito d’imposta a banche e intermediari finanziari.

FONTE DELLA NOTIZIA SITO: AdobeStock_76812978_483330 EDILTECNICO.IT

 

 

Casa : Ecco tutte le agevolazioni 2017

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La legge di stabilità, approvata l’11 dicembre 2016, prevede detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edili (50%), per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica (65%) e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (50%).

L’inizio di un nuovo anno è il momento ideale per fare progetti e per cominciare a dare forma ai buoni propositi. Prima di pianificare, però, è necessario sapere quali sono le opportunità di cui poter approfittare. Per quanto riguarda la casa, anche per il 2017, saranno previste agevolazioni statali per chi vorrà ristrutturare la propria abitazione (50%), fare dei lavori di miglioramento dell’efficienza energetica (65%), e acquistare mobili e grandi elettrodomestici (50%). I bonus fanno parte della legge di stabilità approvata l’11 dicembre 2016, che prevede anche delle detrazioni fiscali per chi deciderà di intraprendere interventi antisismici per la propria abitazione.

Eco bonus

Se avete intenzione di sostituire gli impianti di climatizzazione invernale, installare pannelli solari per la produzione di acqua calda o fare altri interventi di riqualificazione energetica globale, fino al 31 dicembre 2017 avrete diritto a una detrazione del 65%. Il bonus verrà spalmato per 10 anni sull’Irpef, nel caso delle persone fisiche, o sull’Ires, nel quello delle società. Anche per l’eco bonus, come per il sisma bonus, la percentuale di detrazione sarà graduata in base all’entità dei lavori effettuati. Quindi per le singole abitazioni si ha diritto a un bonus del 65%, mentre si potrà salire al 70% se l’intervento interessa “almeno il 25% dell’involucro edilizio” come nel caso in cui si decida di dotare lo stabile del cosiddetto “cappotto termico” e al 75% quando l’intervento porti al miglioramento della prestazione energetica non solo invernale ma anche estiva. Questi incentivi, nel caso interessino parti comuni degli edifici condominiali o tutte le unità immobiliari dello stabile, saranno validi per gli anni di imposta dal 2017 al 2021 per un massimo di 40mila euro all’anno per abitazione. Dalla versione finale della legge è assente l’estensione dell’agevolazione alla bonifica dell’amianto in condominio, che è stata eliminata in ultima lettura.

Bonus ristrutturazioni

La manovra 2017 prevede una proroga della detrazione Irpef del 50% per chi decide di fare dei lavori di ristrutturazione edilizia entro il 31 dicembre 2017. La soglia massima sarà di 96mila euro e coprirà, ad esempio, interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo. Rientrano all’interno del bonus anche i lavori necessari per la ricostruzione o il ripristino di un immobile danneggiato a seguito di una calamità, a condizione “che sia stato dichiarato lo stato di emergenza”. L’agevolazione riguarda le persone fisiche e gli immobili residenziali, e sono detraibili anche le opere di manutenzione delle parti comuni.

Bonus mobili

Nel 2017 potrà usufruire di agevolazioni fiscali anche chi deciderà di comprare nuovi mobili o grandi elettrodomestici per la propria abitazione. Per queste spese avrà diritto a una detrazione fiscale del 50% per un massimo di 10mila euro, a patto che l’ammodernamento avvenga in parallelo ai lavori di ristrutturazione in casa. Per quanto riguarda gli elettrodomestici ci si potrà avvalere del bonus solo acquistando apparecchiature di classe energetica non inferiore alla A+ (solo per i forni è ammessa la classe A) e per le quali è prevista l’etichetta energetica. Mentre tra gli arredi sono previsti: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, ma anche materassi e apparecchi di illuminazione. A differenza dell’anno scorso, il bonus mobili non prevede specifiche agevolazioni per i giovani, che quindi potranno godere delle detrazioni solo nei casi elencati in precedenza.

FONTE DELLA NOTIZIA : tg24.sky.it/tg24/cronaca/2017

 

 

Casa, meglio comprare con un mutuo o con il nuovo leasing agevolato?

mutuo-casa2Nell’ultimo anno sono stati stipulati in Italia molti più mutui: il 97% in più stando agli ultimi dati dell’Abi. Un terzo di questi sono surroghe, cioè miglioramenti di vecchi mutui (modificando tasso e/o durata). Il tutto però a fronte di un mercato immobiliare che sta leggermente risalendo dopo anni di crisi. Cresce la domanda e crescono un po’ le compravendite ma non certo i prezzi. La legge della domanda e dell’offerta del resto è di limpida semplicità: i prezzi crescono solo quando la domanda supera l’offerta. In questo contesto che la domanda superi l’offerta è tecnicamente impossibile considerata la mole di immobili invenduti che circola.

In ogni caso dalla ripartenza del mercato immobiliare dipende anche buona parte della ripresa economica perché il real estate crea lavoro su ampia scala e favorisce un certo ottimismo che si autoalimenta. È anche per questo motivo che probabilmente il governo ha introdotto da gennaio delle importanti agevolazioni in tema di leasing immobiliare.

Finora il leasing è conosciuto prevalentemente dai privati per la macchina, l’obiettivo è agganciarlo anche al concetto della casa. È previsto in particolare che chi sceglie la formula del leasing, preferendola al mutuo, all’affitto o all’affitto con diritto di riscatto, abbia il fisco particolarmente amichevole. Cosa è il leasing? In due parole: la banca acquista l’immobile e il cliente prende possesso dell’immobile pagando un canone d’affitto (a tasso fisso o variabile) periodico fissando all’inizio dell’operazione anche il prezzo dell’eventuale riscatto, al termine del piano di leasing che solitamente dura 12 anni ma in questi casi può spingersi anche fino a 20.

Secondo la nuova legge di stabilità, gli under 35 con un reddito annuo non superiore a 55mila euro possono detrarre ogni anno dall’Irpef il 19% fino a un massimo di canoni pagati di 8mila euro (quindi 1.520 euro). Per gli over 35 anni invece l’agevolazione è identica a quella oggi prevista per il mutuo prima casa, si può detrarre il 19% ma fino a 4mila euro (quindi massimo 758 euro l’anno). La grande differenza con il mutuo però riguarda il fatto che nel leasing il montante su cui calcolare il 19% di esenzione fiscale è dato dall’intero importo del canone mentre sul mutuo riguarda solo la quota interessi della rata.

Ad esempio se in un anno ho pagato su un mutuo rate per 6mila euro ma di questi 6mila, 4mila rappresentano la quota capitale e 2mila la quota interessi, su un mutuo prima casa il 19% viene calcolato su 2mila. Mentre nel caso del leasing sarebbe calcolato su 6mila.

Inoltre per il leasing è prevista un’altra agevolazione. Chi decide di riscattare l’immobile al prezzo concordato inizialmente e quindi di passare dalla condizione di locatario a quella di proprietario, potrà detrarre dall’Irpef il 19% di un importo massimo di 20mila euro. Se quindi per riscattare la casa aggiungo 30mila euro, potrò detrarre dall’Irpef 3.600 euro (cioè il 19% di 20mila).

FONTE NOTIZIA: Il Sole 24 Ore

 

Arriva Il Leasing Immobiliare

la casa si acquisterà come un’auto!!casa_3_gtres_a00179571_006_2

L’emendamento prevede, anche per i privati, il pagamento di un “affitto” da parte di un utilizzatore che, alla fine, potrà riscattare la casa

FONTE TGCOM24:    Anche i privati potranno comprare la prima casa tramite leasing, proprio come un’automobile. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di Stabilità che fissa le regole per l’avvio del cosiddetto leasing immobiliare. Il meccanismo è simile a quello valido già per le imprese: l’intermediario finanziario acquisterà l’immobile, l’utilizzatore pagherà un “affitto” e, alla fine, potrà riscattare la casa.

Affitto con Riscatto “rent to buy” , ecco il contratto tipo e il decalogo del notariato in pdf

Dopo l’entrata in vigore derent_to_buy-650x400l decreto sblocca italia e in attesa dei chiarimenti fiscali delle entrate, il consiglio nazionale del notariato ha pubblicato un utile decalogo per chiarire tutti i dubbi dei cittadini sul rent to buy. dai vantaggi e svantaggi per acquirente e venditore fino alle tutele previste dalla legge. oltre al vademecum, è disponibile uno dei possibili schemi contrattuali

1. cos’è il contratto di rent to buy?
è un nuovo tipo di contratto in cui si fondono un contratto di locazione e un preliminare di vendita di un immobile. significa che il proprietario consegna fin da subito l’immobile al conduttore-futuro acquirente, il quale paga il canone; dopo un certo periodo di tempo il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni pagati

esempio: si consideri la vendita di un appartamento per il prezzo di 100.000 euro. il canone mensile è convenuto in 1.000 euro mensili. una parte di questo prezzo, ad esempio 500 euro, viene dato per il godimento del bene, come se fosse un normale affitto. e questa parte si “perde”, proprio come in una normale locazione. il residuo, cioè i 500 euro mancanti, si imputano al prezzo (cioè sono come un acconto sul prezzo di vendita), per cui hanno come effetto quello di ridurre il prezzo finale di vendita. se dopo 5 anni il conduttore deciderà di acquistare il bene non dovrà pagare 100.000 euro, ma 70.000 euro, perché 30.000 sono già stati pagati con parte dei canoni

2. il conduttore è obbligato a comprare la casa dopo il periodo di “affitto”? entro quale termine potrà decidere di acquistarla?
no, la legge prevede che il conduttore abbia la facoltà ad acquistare il bene, ma non un obbligo.
ovviamente le parti possono concordare che il conduttore sia obbligato ad acquistare, ma allora il contratto è diverso dal rent to buy.
il termine entro il quale il conduttore potrà decidere di acquistare la casa è stabilito dalle parti, entro i dieci anni

3. quali sono i vantaggi e i rischi per chi vende?
il vantaggio principale è la possibilità di trovare un numero più elevato di potenziali acquirenti.
il rischio è che il conduttore decida di non comprare la casa. in tal caso, però, il proprietario può trattenere tutto o parte di quanto è stato pagato (e sarà una somma maggiore rispetto ad un normale canone di locazione). l’altro rischio è quello di trovarsi l’immobile occupato dal conduttore divenuto inadempiente e di dover fare ricorso al giudice per liberare il bene e venderlo ad altri

4. il proprietario, in caso di mancato acquisto o di mancato pagamento dei canoni dovrà intraprendere un procedimento di sfratto, con tutto quello che comporta in termini di tempo e di costi?

la procedura non è quella di sfratto, ma di rilascio del bene: molto più breve e meno costosa; ma il tempo di rilascio del bene dipende dai singoli tribunali.
per poter seguire questa procedura sarà necessario prevedere apposite clausole nell’atto di rent to buy: il notaio saprà dare adeguati consigli

5. ci sono altre tutele che il venditore deve adottare?

e’ opportuno che il canone sia più elevato rispetto ad un normale canone di locazione e che la parte dei canoni che il proprietario potrà trattenere nel caso in cui non si arrivi alla vendita siano concordati in modo che il proprietario venga adeguatamente indennizzato per la mancata conclusione di altri affari. ciò indica anche la serietà dell’impegno del conduttore all’acquisto del bene

6. il conduttore è tutelato?

si. la legge prevede la trascrizione nei registri immobiliari del contratto di rent to buy, che consentirà al conduttore di acquistare il bene libero da ipoteche, pignoramenti, o altre pregiudizievoli, che emergano dopo la trascrizione del rent to buy. la trascrizione ha una durata massima di 10 anni. questa tutela permane anche in caso di fallimento del venditore

7. cosa può essere oggetto del rent to buy? anche gli immobili in costruzione?

il rent to buy può avere ad oggetto qualsiasi immobile: appartamenti, autorimesse, cantine, negozi, uffici, capannoni e negozi. persino terreni. può avere ad oggetto un immobile in costruzione. tuttavia se il bene è allo stato grezzo, sarà necessario cancellare l’ipoteca che grava sul bene; è però possibile prevedere l’accollo del mutuo. per le imprese di costruzione il rent to buy potrebbe rappresentare un valido strumento per pagare le rate del mutuo originariamente contratto per la costruzione

8. per il rent to buy relativo ad un immobile in costruzione, se l’impresa fallisce il conduttore perde il proprio denaro?

no: il contratto di rent to buy continua anche in caso di fallimento del proprietario. inoltre, la vendita non è soggetta a revocatoria fallimentare, se pattuita al giusto prezzo e si tratta di abitazione principale del conduttore o dei suoi parenti o affini più stretti

9. il conduttore/acquirente può riservarsi la nomina di un terzo in sede di rogito?  

si, la legge è elastica sul punto e prevede la facoltà di riservarsi la nomina di un terzo come in tutti i contratti preliminari.e’ anche possibile prevedere la cessione del contratto

10. quali imposte si pagano? il rent to buy è conveniente?

bisogna distinguere se chi concede il godimento in vista della futura vendita è un privato o un’impresa, e bisogna distinguere anche tra imposte dirette (a carico del proprietario/venditore) ed indirette (a carico del conduttore/acquirente). si deve, inoltre, tenere conto che non c’è ancora una disciplina specifica sul piano tributario

in ogni caso, per valutare i vantaggi (o gli svantaggi) fiscali è necessario valutare la specifica posizione fiscale del venditore, facendo un’analisi economica e fiscale del singolo caso concreto

anche per questo motivo il cliente ha bisogno fin dall’inizio della collaborazione di un professionista. naturalmente i notai italiani sono competenti a valutare l’operazione nel complesso ed a consigliare il cliente. la consulenza notarile consente di affrontare con completezza, serietà e professionalità, ogni singola questione fin dal momento iniziale così da evitare danni futuri

va precisato che nel periodo del godimento (paragonabile alla locazione), le imposte legate al possesso dell’immobile sono a carico del proprietario, come in qualsiasi contratto di affitto

le spese di trascrizione del contratto nei registri immobiliari sono, invece, a carico dell’acquirente, come le spese ed imposte dovute per l’atto di compravendita dell’immobile.

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FONTE IDEALISTA

Riforma catasto, in arrivo aumenti fino al 25%

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I tempi sono ancora lunghi, ma la riforma del catasto è partita. È iniziata infatti l’operazione di rivalutazione del patrimonio immobiliare del paese, che cancellerà i vecchi parametri, adeguando i valori alla realtà del mercato.

LE STIME FISCALI – Le prime stime parlano di una “variazione fiscale media di circa il 25% (in più o in meno) quando la riforma sarà pienamente operativa”, secondo quanto diffuso dal ministero dell’Economia. Una brutta botta per molte famiglie italiane. Ma chi sarà a farne le spese? Sicuramente le abitazioni dei centri storici delle grandi metropoli. Sono, infatti, in arrivo rincari a Roma, Milano, Napoli e Torino.

LE DUE NOVITA’ – C’è attesa per sapere come sarà il nuovo meccanismo dell’algoritmo che porterà a definire le nuove rendite e i nuovi valori catastali. Le novità principali sono due:
l’unità di misura ai fini fiscali di case e uffici sarà la superficie espressa in metri quadrati, si dirà dunque addio ai vani catastali
la base di calcolo per il valore catastale saranno gli affitti reali e i prezzi reali adeguati con un algoritmo che adatterà i valori rilevati sul territorio alle caratteristiche specifiche di ciascun singolo immobile

fonte notizia soldiweb

IL VALORE CATASTALE – L’algoritmo definirà il valore unitario del metro quadro di ciascuna abitazione e a questo si applicheranno dei coefficienti che terranno conto di diversi fattori: ubicazione, epoca di costruzione, grado di finitura.