Tasi e Affitti: CHI PAGA??

Vista la ripartizione delle spetasse-casa-tasi-fotolia-k6FE-672x351@IlSole24Ore-Webse tra inquilino e proprietario, può sembrare scontato che determinati pagamenti spettino all’inquilino, dato che la Tasi riguarda i servizi offerti dal comune nel quale è ubicato l’immobile (illuminazione, manutenzione etc.) eppure la questione è più complessa.

La Tasi, infatti, va pagata sia dai proprietari che dagli inquilini, ma solo nei comuni che hanno deliberato in tal senso. La prima cosa da fare per sapere se la tassa è divisibile tra locatario e locatore è consultare gli uffici del comune di ubicazione dell’immobile. Oppure è possibile consultare le delibere del proprio comune sul sito del Ministero dell’Economia.

Le percentuali della divisione della Tasi tra inquilino e proprietario variano da comune a comune, ma chi usufruisce dell’abitazione dovrebbe pagare una percentuale compresa tra il 10% e il 30% dell’importo complessivo. In ogni caso, l’aliquota da considerare per il pagamento dell’inquilino sarà la stessa del proprietario.

È bene ricordare che nel caso di Tasi e affitti, il pagamento dell’inquilino è dovuto solo nel caso in cui il contratto abbia una durata superiore ai 6 mesi nel corso di uno stesso anno solare. Se l’importo è inferiore ai 16euro, il pagamento non va effettuato.

Per il calcolo della Tasi ogni contribuente deve considerare gli immobili posseduti e la loro destinazione d’uso. È necessario conoscere:

la tipologia dell’immobile con le eventuali pertinenze (cat. C/2, C/6 o C/7) dell’abitazione principale (per calcolare la detrazione se prevista)
i dati del valore della rendita catastale riportata nella visura dell’immobile per la rivalutazione
la percentuale e i mesi di possesso riferiti al 2014.

Una volta ottenuti questi dati, la Tasi va calcolata in questo modo:

la rendita catastale va moltiplicata per il 5%
questa rivalutazione va nuovamente moltiplicata per 160
la base imponibile ricavata a sua volta andrà moltiplicata per l’aliquota decisa dai Comuni.

Successivamente, vanno sottratte le detrazioni che variano a seconda della tipologia della casa, dei figli a carico o del quartiere di residenza.

Articolo di Paolo Baita letto su smartfocus

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